Roma, ‘Chi sta fermo crepa’: parte la nuova campagna della Fillea Cgil per una nuova cultura del costruire
Parte la nuova campagna della Fillea Cgil di Roma e Lazio dal titolo ‘CHI STA FERMO CREPA’, dopo il successo di quella conclusasi il 28 marzo sulla sicurezza nei cantieri.
Questa nuova campagna, che si svilupperà in 5 eventi nella Provincia di Roma, verrà aperta venerdì 29 aprile a Roma Est con un’iniziativa dal titolo: ‘Crisi, occupazione e sviluppo del territorio’.
L’iniziativa, che sarà una vera e propria tavola rotonda si terrà alle 9.30 presso la sede della CMB di Via F. Angeli, 5 a Roma e sarà presieduta da Ernesto Rocchi, Segretario Generale della CGIL Roma Est.
Marco Austini, Segretario Generale della Fillea Roma Est terrà la relazione introduttiva alla situazione a Roma e nella Provincia, introducendo gli interventi di Cristiano Bonelli, Presidente del IV Municipio; Ivano Caradonna, Presidente del V Municipio; Giammarco Palmieri, Presidente del VI Municipio; Roberto Mastrantoni, Presidente del VII Municipio, Alberto Giustini, Presidente ARCI e Roberto Cellini, Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, che concluderà i lavori.
“Continuiamo la nostra battaglia per portare nei cantieri qualità del lavoro, trasparenza, sicurezza e formazione” afferma Marco Austini, che ha organizzato la tavola rotonda. “E’ sempre più importante coinvolgere i lavoratori, i cittadini e gli amministratori su questi obiettivi che bisogna sentire comuni, perché il rilancio della cultura del costruire non può essere fatto a discapito dei lavoratori. Questa iniziativa a Roma Est è la prima di una serie e vedrà confrontarsi su proposte e iniziative i Presidenti dei Municipi, il Sindacato e i cittadini, che speriamo partecipino numerosi”.
Sulle parole d’ordine: qualità, sicurezza e formazione torna anche Roberto Cellini, che negli ultimi mesi ha denunciato con forza l’immobilismo da parte della politica e delle istituzioni e il blocco dei finanziamenti, con il conseguente fermo dell’edilizia sociale, scolastica e sanitaria a Roma e Provincia, così come nel resto del Lazio.
“All’inizio dello scorso novembre abbiamo presentato alla stampa un dossier che rendeva molto chiaramente l’idea della situazione in cui versa l’edilizia nel Lazio e a Roma” dichiara Roberto Cellini.
“Abbiamo denunciato che in questi anni di tumultuosa crescita e facili arricchimenti, il settore costruzioni non ha visto significativi cambiamenti, infatti ancora si muore nei cantieri o si assiste a forme di sfruttamento nuove ed antiche nei confronti dei lavoratori immigrati. La politica si è dimenticata dei valori del lavoro e si perde dietro alle speculazioni e ai grandi affari. Ha perso ormai la capacità di ascoltare e di vedere i bisogni di chi dovrebbe rappresentare. Roma è un ottimo esempio di questo depauperamento morale e sociale: ci sono più di 1.000 opere ferme nel solo Comune di Roma e già finanziate e parliamo di strade, importanti snodi stradali, mercati, impianti fognari, scuole. Tutte opere di vitale importanza per la città e che farebbero muovere il mercato del lavoro”.
“Allora, non bisogna solo sbloccare i cantieri e le opere, ma costruire insieme una nuova ‘cultura del costruire’ che garantisca sicurezza, diritti e formazione ai lavoratori, esplicando anche una importante funzione sociale, che dia un posto di rilievo all’edilizia sociale, dei servizi, per i cittadini. Solo in questo modo” conclude Cellini “ci sarà una crescita del comparto uniforme e che non sarà a favore di pochi e a scapito di cittadini e lavoratori”.
Al termine dell’iniziativa, ci sarà un buffet.
Pomezia, 19 aprile 2011
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