Ecodem, Grottaferrata: Appartamenti sì, appartamenti no! Torniamo sulla vicenda di “Villa Arrigoni-Muti” per fare un po’ di chiarezza.

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Grottaferrata: Appartamenti sì, appartamenti no!

Torniamo sulla vicenda di “Villa Arrigoni-Muti” per fare un po’ di chiarezza.

Se la divisione dei piani della villa in appartamenti, così come era stato pubblicizzato sul sito della SA.MO. Italia S.r.l., non è ancora avvenuta siamo noi i primi ad esserne contenti.

Il problema però non si pone nei termini “confortanti” del pure encomiabile intervento del Gruppo dell’Italia dei Valori alla Pisana (finora è stato l’unico gruppo politico ad intervenire!) non è stato scongiurato un bel niente, quello che è stato perpetrato a Villa Muti è sotto gli occhi di tutti o, meglio, di quelli che vogliono vedere.

I punti oscuri della vicenda sono ancora tanti, proviamo a metterli in fila, forse renderà più chiara la nostra insistenza nel cercare di far chiarezza.

  • Nell’Ottobre 2007 abbiamo solo “paventato” la divisione della villa in appartamenti, non avevamo elementi certi, per questo chiedemmo l’intervento degli enti preposti alla tutela.
  • Il sentore che qualcosa sotto il tetto “scottava”, ci veniva dalla consistenza delle modifiche effettuate alla copertura della villa e in altre parti, che evidenziammo con la documentazione fotografica in nostro possesso già pubblicata.
  • L’apertura di abbaini  di una certa dimensione, la scomparsa di comignoli, e di altri elementi su un tetto oggetto di un restauro conservativo facevano intuire una nuova, diversa, utilizzazione del piano sottotetto.
  • Quindi come “paventavamo” le modifiche effettuate sul tetto erano chiaramente propedeutiche alla divisione in appartamenti, almeno del piano sottotetto.
  • Le modifiche effettuate non derivavano da autorizzazioni del Comune di Grottaferrata, cartelli di cantiere in merito non si sono visti, quindi o erano abusive o sono stati eseguite all’interno del progetto di restauro conservativo finanziato dalla Soprintendenza.

Il Comune di Grottaferrata, a modifiche del tetto effettuate, nella fine del 2008 o nei primi mesi del 2009 svolse un sopralluogo sull’edificio e non rilevò alterazioni nella divisione dei piani della villa. Non pretendiamo che gli uffici comunali arrivino a rilevare la pressoché totale sostituzione dei coppi con tegole nuove di zecca ma, ci chiediamo:

  • le modifiche alla copertura di una villa storica non rientrano nelle competenze di vigilanza dei competenti uffici comunali?
  • Quelle modifiche già nel primo sopralluogo non dovevano essere oggetto di rilievo da parte degli uffici e di conseguenza non doveva scattare una denuncia per opere difformi dal progetto di restauro e quindi abusive, per le quali viene richiesto al proprietario il ripristino dello stato ante opera?

il 27 Luglio scorso il Comune di Grottaferrata, ha svolto un sopralluogo sull’edificio storico, con la presenza dell’Arch. Marina Cogotti della Soprintendenza e, di nuovo, non sono state rilevate alterazioni nella divisione dei piani della villa, ne è seguito il Comunicato stampa dell’Assessore all’Urbanistica  Mevi e del Gruppo dell’IDV alla Regione Lazio.

Se la Soprintendenza non rileva alcunché, il Comune non rileva alcunché significherà che i lavori, finora effettuati, sono stati autorizzati in base al progetto di restauro della villa finanziato dalla stessa Soprintendenza ?

Non siamo visionari, invitiamo i cittadini e chi ha la competenza di vigilare nel settore delle compravendite immobiliari a visitare il sito della SA.MO. Italia S.r.l. per capire appieno di cosa stiamo parlando.

Forse è possibile ma a noi appare strano che venga pubblicato un bando per la vendita di appartamenti in un edificio storico senza che questi siano stati completati ma, di fatto, solo predisposti (abusivamente?) con l’apertura di nuovi abbaini e quant’altro e che nel bando vengano richiamati permessi di costruire il n. 189 del 3 agosto 1998 e il n. 49/2007 del 29 giugno 2007, mai concessi dalla preposta Soprintendenza perché difformi dalla destinazione d’uso (alberghiera) prevista e comunque oramai scaduti.

Va evidenziato poi che in un altro sito, pare vicino alla proprietà, denominato “Roma investimenti di ASP Finance S.p.A”., che pubblicizza anch’esso  la vendita della villa, gli appartamenti diventano 17, scompare l’annesso con gli altri tre appartamenti e viene usata una ambigua formulazione dei termini autorizzativi per quanto riguarda la destinazione d’uso dell’immobile che sarebbe, secondo quanto si legge, sia residenziale che ricettiva! Comunque si comunica che gli interni sono da completare, non occorreva neanche il sopralluogo esperito il 27 Luglio per sapere che la villa non era ancora stata divisa in appartamenti, bastava leggere l’annuncio, che in parte riportiamo, sul sito di “Roma investimenti”:

“L’attenta opera di ristrutturazione della Villa ha interessato il consolidamento dei solai e delle facciate, il rifacimento del tetto, intonaco e tinteggiatura, recupero dei soffitti storici, restauro conservativo degli affreschi. Il restauro degli interni è attualmente in fase di ultimazione. Sulla base dei due progetti approvati, la destinazione d’uso dell’immobile è residenziale (17 appartamenti) e ad attività terziaria (albergo, ristorante, sale convegni).”

Alla fine quello che importa è che Villa Arrigoni Muti così com’era non tornerà più ad essere e che oggi occorre focalizzare l’attenzione, oltre che sulla legittimità dell’intervento effettuato, sulla qualità dello stesso che, ribadiamo, alla luce dei fatti sembra discendere esclusivamente da un opera di restauro finanziata con soldi pubblici.

Per adesso a parte due risposte delle Soprintendenze direttamente interessate quella ai Beni Architettonici e ai Beni Artistici che ci annunciano i loro sopralluoghi alla villa, uno, come già detto, già effettuato il 27 Luglio scorso e il comunicato dell’IDV Gruppo regionale non abbiamo avuto altre notizie, aspettiamo con ansia di avere delle risposte concrete da quanti abbiamo inviato la nostra lettera aperta, certamente, questa volta, ci attendiamo una risposta esaustiva in tutti gli aspetti che, ricordiamo, riguardano l’accertamento del livello di tutela del patrimonio archeologico, architettonico e artistico di Villa Arrigoni-Muti.

Per chiudere una nota più politica riteniamo assurdo che delle sorti di Villa Arrigoni-Muti sembra non importi a nessuno. Della tutela concreta del nostro patrimonio culturale, che poi resta l’unica garanzia per qualsiasi seria progettazione di sviluppo turistico nessuno se ne cura. Al di la di convegni, conferenze stampa dove si coinvolge addirittura l’UNESCO, per fare cosa? Vogliamo inserire Villa Arrigoni-Muti-Bussi-…?… nella lista dei beni italiani patrimonio dell’Umanità? Che figura facciamo adesso di fronte all’UNESCO e all’Umanità intera con la villa oltraggiata in questo modo?

Nei Comuni dei Castelli romani l’iniziativa nel settore urbanistico/edilizio, da sempre è stato lasciato in mano ai privati, per le evidenti carenze di una classe politica non all’altezza del compito che avrebbe dovuto svolgere a difesa di un giacimento culturale e ambientale unico al mondo. Anche questa volta, come sembra profilarsi al nostro orizzonte, finirà tutto con un “non vi preoccupate è tutto a posto, ci pensiamo noi?”

Noi non ci stiamo e non ci fermeremo fino a quando le responsabilità di questo scempio non emergeranno una volta per tutte.

Frascati 11 Agosto 2011

il Coordinatore del Circolo

Giancarlo Giombetti

 

Ecologisti democratici di Frascati

Circolo “Colli tuscolani”

Frascati

Per chiarimenti e approfondimenti: g.giombetti@virgilio.it – 333 3590481


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