Roma: ancora un morto in un cantiere. Cellini (Fillea Cgil): “La situazione peggiora e siamo molto preoccupati. Non si può morire a 39 anni di lavoro!”

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Roberto Cellini

Questo pomeriggio, in un cantiere per la costruzione di un autorimessa, a Roma in via della Lite, 93, Davide Cacchioni di 39 anni è morto mentre lavorava in un cantiere edile. Davide, che lavorava presso la piccola impresa artigiana, di proprietà dei fratelli, è stato violentemente colpito dal braccio meccanico di una autopompa per il calcestruzzo, che lo ha ucciso sul colpo.

Il pesante automezzo era stato posizionato su un terreno in discesa e di scarsa consistenza, tanto che il mezzo si è mosso scivolando lungo al strada.

“Ancora un morto a Roma, un altro morto nel Lazio per il settore delle costruzioni” afferma Roberto Cellini, segretario Generale della FILLEA CGIL di Roma e Lazio, che continua: “Siamo fortemente preoccupati per quello che sta avvenendo nel nostro settore e lo siamo ancor di più dopo le modifiche apportate al testo unico sulla sicurezza, che nonostante le buone intenzioni dichiarate, nonostante i richiami del Presidente della Repubblica, nella effettività e nella esigibilità di maggior sicurezza nei luoghi di lavoro, ha fatto fare al nostro Paese un grave passo indietro.

I tempi e i carichi di lavoro e la elusione alle più elementari norme di sicurezza, stanno minando l’incolumità di coloro che la mattina escono di casa per garantire alla propria famiglia una vita dignitosa e certa.

Siamo stanchi delle buone intenzioni e degli impegni assunti dalla politica ogni qual volta si registra un incidente sul lavoro.

Siamo preoccupati ed allarmati per quello che sta succedendo nel ciclo del calcestruzzo, dove le aziende che vendono e trasportano il calcestruzzo hanno interamente esternalizzato il processo produttivo, verso i così detti “padroncini”, che non hanno le risorse economiche per la manutenzione dei mezzi e per la formazione, oltre che per determinare il rispetto verso gli orari e i carichi di lavoro.

Chiediamo con forza e convinzione che tutti i soggetti preposti svolgano al meglio e in modo capillare un opera di sorveglianza, prevenzione e repressione e lo facciano non soltanto perché la legge lo prevede, ma perché questo distingue un paese per la sua civiltà”.

Roberto Cellini continua: “Negli ultimi giorni registriamo infortuni gravissimi, sempre per cedimenti di attrezzature complesse. Questo accade per carenza di formazione e informazione inerenti agli specifici rischi connessi a quelle lavorazioni e per carenza di controlli alle strutture meccaniche.

Ricordiamo che è stata posta in essere la soppressione dell’ISPELS, l’istituto preposto al controllo e verifica delle attrezzature utili al lavoro, la soppressione è avvenuta perché il governo ritiene tale ente, inutile!

Esprimo la solidarietà alla famiglia di Davide, ricordando che la FILLEA CGIL è sempre disponibile a tutelare gratuitamente gli  interessi di questo lavoratore e della sua famiglia”.


Roma, 13 ottobre 2010



Info e interviste: Roberto Cellini  348 3417922

Foto di Roberto Cellini: www.puntoacapo-international.com/downloads

Ufficio Stampa Fillea Cgil Roma e Lazio

Fraancesca Marrucci

3333876830


3 pensieri riguardo “Roma: ancora un morto in un cantiere. Cellini (Fillea Cgil): “La situazione peggiora e siamo molto preoccupati. Non si può morire a 39 anni di lavoro!”

  1. Alla Cortese attenzione del Sig.Cellini o della Sig.ra Marrucci.
    Volevo rendere noto che il cognome del ragazzo perito nell’incidente di Tor Vergata è CACCHIONI.. e non termina con la E..Lo sò con certezza perchè sono una dei familiari del ragazzo…lo dico semplicemente per il suo papà e per i suoi fratelli..tutto quì,anche se anche io ho ricevuto un duro colpo alla notizia,non è certo paragonabile a quello che hanno subito loro..per il resto lascio alle autorità competenti il compito di accertare sia i motivi del decesso che eventuali responsabilità.Sembra una banalità.ma per chi all’apparenza non è “nessuno”per gli altri, è molto per tutti noi..grazie…scusate,ma in questo momento sono contrariata anche per la più piccola cosa(nel caso la prendeste per una sciocchezza)..questo nome a noi rimarrà impresso a vita…Buona giornata e grazie dell’articolo..Paola D’Eustacchio

  2. Gentile Signora Paola, ha fatto benissimo a scrivere. Ieri la notizia è arrivata in Fillea mentre chiudevano gli uffici e ci sono state delle difficoltà di comunicazione che probabilmente si sono tradotte in alcune imprecisioni. Correggiamo subito il Comunicato e non la consideriamo affatto una banalità, perché la vita di un ragazzo non può essere una banalità. Ancora le nostre più sentite condoglianze a lei e alla famiglia.
    Francesca Marrucci

  3. Cara Signora, La prego di far presente alla famiglia del ragazzo di tenerci in considerazione se hanno bisogno di capire cosa e come attivare le varie procedure presso la cassa edile che eroga prestazioni straordinarie in caso di infortunio mortale. Restiamo a loro disposizione per ogni pratica in questo triste momento.
    Roberto Cellini, Segretario Fillea Cgil Roma e Lazio

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