Roma: un altro giovane morto durante la ristrutturazione di un appartamento. Fillea Cgil: “La richiesta di prestazioni sempre più elevate in tempi brevi e carichi di lavoro pesantissimi, compromettono la salute e la vita degli operai”

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Roma: un altro giovane morto durante la ristrutturazione di un appartamento. Fillea Cgil: “La richiesta di prestazioni sempre più elevate in tempi brevi e carichi di lavoro pesantissimi, compromettono la salute e la vita degli operai”

Un nuovo giovane morto in edilizia, di nuovo a Roma. Dumitra Marius Ionel, di 33 anni, è deceduto oggi pomeriggio in un appartamento di Via Tevere, 48, mentre, arrampicato su una scala di 1,50 m, si apprestava a portare a termine la ristrutturazione di un appartamento.

Il ragazzo lavorava per l’impresa della Edil Global Solution srl, che impiega circa 15 operai e anche se le dinamiche sono ancora da chiarire, non è escluso che, data la poca altezza da cui è precipitato, la morte possa essere stata causata da un malore.

Seppure la morte di questo povero ragazzo sarà imputata ad un malore” afferma Marco Carletti, segretario della Fillea Cgil Roma e Lazio, “questo non rende certo l’episodio meno tragico e anzi riporta prepotentemente alla ribalta la questione sicurezza nei cantieri, per la quale ci stiamo battendo da anni, come Fillea. L’emergenza non è mai finita, anzi, se è possibile ci porta con questa vicenda, altri allarmi. Se, infatti, la causa della morte fosse un malore, vuol dire che la sorveglianza sanitaria sui cantieri è inadeguata. Non bisogna poi dimenticare il fenomeno, spesso denunciato anche da reportage di cronaca, dei sovraccarichi di lavoro e delle aspettative per prestazioni sempre più elevate in tempi brevi a carico degli operai, costantemente sottoposti a stress fisico e psicologico, in special modo se sono stranieri e con poca conoscenza di diritti e contratti di lavoro.”

Questa morte non deve rimanere il solito trafiletto di cronaca, per una conta che si fa ogni giorno più preoccupante e triste”, conclude Roberto Cellini, Segretario Generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio. “In un paese civile morire per portare a casa lo stipendio non è più tollerabile, ora i lavoratori inizino ad esigere le tutele che sono loro dovute, tutele alle quali spesso rinunciano sotto minaccia di licenziamento”.

Roma, 10 ottobre 2011

Per info e approfondimenti stampa: Fillea Cgil 348 6726 326


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