Colleferro: la Fillea-Cgil denuncia l’incredibile situazione nel cantiere per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’ospedale Leopoldo PARODI DELFINO

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Il cantiere per l’ampliamento e ristrutturazione dell’ospedale PARODI DELFINO di Colleferro versa in gravissime condizioni di legalità.

L’impresa PISA COSTRUZIONI Spa, azienda con sede a Brescia, appaltatrice del cantiere stesso, oltre che della ristrutturazione del poliambulatorio ex INAM di Tivoli, versando in una grande crisi di liquidità, dal mese di Agosto 2008 non paga gli stipendi ai propri dipendenti. E per gli operai, oltre a questo, non provvede al versamento della cassa edile e delle obbligatorie denunce nominative dal mese di Maggio 2008.

“Siamo scandalizzati ed estremamente preoccupati che, in un cantiere pubblico e di estrema importanza sociale, come quello per un ospedale, le aziende possano vincere gli appalti e poi non riuscire a condurre con regolarità i lavori stessi.”  dichiara Marco Carletti, segretario generale della FILLEA CGIL del comprensorio Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco il quale continua: “Ad oggi non siamo ancora nella condizione di conoscere le reali condizioni economiche e le volontà dell’impresa appaltatrice, avendo la stessa rinviato continuamente qualunque contatto serio con le organizzazioni sindacali. Il 05/11/2008 attraverso l’ANCE di Brescia (associazione Nazionale Costruttori Edili), la Pisa Costruttori ha disdetto l’ennesimo incontro formalmente fissato, proponendo una ulteriore data per il 19/11/2008.

Nell’incertezza e nella non chiarezza, a tutela degli interessi dei lavoratori che rappresentiamo abbiamo provveduto ad avanzare una richiesta di blocco cautelativo di ogni pagamento verso l’impresa, indirizzandola alla ASL RMG, in quanto stazione appaltante, all’autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori e al servizio ispettivo della direzione provinciale del lavoro di Roma e a richiedere un incontro urgente con il Direttore Generale della stessa ASL, il Dott. Giovanni Di Pilla.

Abbiamo chiesto l’incontro al Direttore Generale per capire le reali intenzioni della committenza in merito a questi fatti e per conoscere quali azioni intende porre in essere affinché la grave situazione del cantiere possa risolversi positivamente e nel minor tempo possibile e per fare in modo che questo non accada MAI PIU’ nei cantieri appaltati dalla ASL RmG.

Intanto in un quadro di violazione al contratto collettivo nazionale di lavoro e alle norme che regolano gli appalti pubblici, oltre che alle norme sulla sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro (il cantiere è sprovvisto, di locali idonei alla mensa così come di spogliatoi e servizi igienici) e mentre è difficile avere risposte chiare e rassicuranti, sul futuro salariale e occupazionale di chi lavora in quel cantiere, nel torbido nuotano loschi figuri: un’azienda non ancora identificata, ha contattato i lavoratori per assumerli a lavorare nello stesso cantiere, non si capisce a quale titolo, a condizione di accettare peggioramenti salariali e normativi e preoccupandosi che i lavoratori non siano più iscritti al sindacato.

Siamo convinti che i soldi pubblici, debbano servire per realizzare, nel minor tempo possibile, opere pubbliche utili ai cittadini e questo deve avvenire nel rispetto delle leggi e dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. Per quanto riguarda l’ospedale di Colleferro tutto questo non è avvenuto. Dalla ASL Rm G ci attendiamo risposte chiare.”

Colleferro, 10 novembre 2008

Ufficio Stampa Cgil-Pomezia

Francesca Marrucci

INFO Marco Carletti 328/7562488 – marino.fillea@libero.it

 



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